Silvia Levenson

Per tutta la vita / Para toda la vida /
Until death do us part

MOSTRA

Silvia Levenson. Per tutta la vita | Para toda la vida (Manuela De Leonardis) Per sempre o per tutta la vita: una promessa di reciproco sostegno, amore fedele, comprensione, condivisione, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, giorno dopo giorno. “Per tutta la vita” è l’aspirazione al sogno, l’utopia di un momento che, tuttavia, difficilmente potrà proiettarsi in un arco temporale sconfinato, perché la realtà è ben diversa dalle parole scritte, dalle favole, dalla fantasia più fervida. Comporta, piuttosto, compromessi e talvolta disarmonie: una linea tutt’altro che retta. Attraverso un lavoro di oltre trent’anni incentrato sull’utilizzo del vetro, materiale di per sé ambiguo – fragile e pericoloso – Silvia Levenson indirizza l’attenzione dell’osservatore sul lato B delle storie, quello meno evidente. Si tratta di questioni che interferiscono con visioni spesso edulcorate e stereotipate (anche per questo non reali), proprio per la loro dissociazione e lontananza dal vissuto.

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Per tutta la vita è l’opera iconica che incarna questo concetto: una bomba a mano rosa sulla sommità di una torta nuziale. Il tutto realizzato con una fusione del vetro a cera persa. Il colore rosa è immediatamente associato al genere femminile, ma al di là dei toni delicati nel lavoro dell’artista l’apporto poetico implica la denuncia. Quante sono ogni anno le violenze contro le donne basate sul genere? Violenza psicologica, stalking, violenza fisica e sessuale, matrimonio forzato, mutilazione genitale femminile, ma anche maltrattamenti, abusi, molestie, discriminazioni, pregiudizi e intolleranza perpetrati con la stessa ferocia nei confronti di persone LBGT+. I dati statistici sono inquietanti: solo nel 2023 si sono registrati in Italia 120 femminicidi, indipendentemente dall’età, dal ceto sociale, dall’area geografica con la metà delle donne uccise dal partner (dati AGI). Silvia Levenson focalizza l’attenzione su tutto ciò, mettendo a nudo le relazioni umane e la sfera delle emozioni con una ricerca in cui l’etica è strettamente legata all’estetica. La stessa artista porta con sé il bagaglio di esule – nata e cresciuta in Argentina, ma costretta a lasciare il suo paese nel 1980 a causa della dittatura militare – testimone anche di quella violenza domestica talvolta subliminale così comune anche nell’ambiente rurale argentino, subita dalle donne della sua famiglia. Quel senso di precarietà, dislocamento, inadeguatezza permea inevitabilmente tutto il suo lavoro. Anche l’infanzia e l’adolescenza sono temi ricorrenti: la serie di “bambine strane” (bambina cervo, bambina lupo, bambino orso, bambina pecora) sono ibridazioni che riconducono al potere immaginifico delle favole, ribaltando la valenza simbolica dell’animale nel tradurre uno stato emotivo che comprende anche la paura, la forza, la volontà di sopravvivenza.

Silvia Levenson.
Per tutta la vita | Para toda la vida

(Manuela De Leonardis)

As long as we both shall live or until death do us part: a promise of reciprocal support, true love, understanding, sharing, for better, for worse, in sickness and in health, day after day.
“Until death do us part” is aspiring to dream, the utopia of a moment that would be difficult to project in a boundless timeframe, because reality is extremely different from written words, from fables, from the most fervid fantasy. It rather means compromises and sometimes discord: anything but a straight line.

In over thirty years of work centred on the use of glass, an ambiguous material in itself as it is both fragile and dangerous, Silvia Levenson directs the observer’s attention to the B-side of stories, the less obvious one. It concerns matters that meddle with often sugar-coated and stereotyped visions (as such also unreal), specifically for their dissociation and distance from true life.

Until death do us part is the iconic work that incarnates this concept: a pink hand grenade on top of a wedding cake. All created with crystal fusion using the lost wax casting technique.

The colour pink is immediately associated to the female kind, but beyond the delicate tones in the artist’s work the poetic contribution implies an accusation. How much violence against women every year is based on their gender? Psychological violence, stalking, physical and sexual violence, forced marriage, female genital mutilation, but also maltreatment, abuse, harassment, discrimination, prejudice and intolerance perpetrated with the same brutality towards LBGT+ persons. The statistics are worrying: in 2023 alone 120 femicides were recorded in Italy, regardless of age, social class, geographical area, with half of the women killed by their partner (AGI data).

Silvia Levenson focuses our attention on all of this, laying bare human relationships and the emotional sphere with a research in which ethics is closely connected to aesthetics. The artist herself is an exile – born and raised in Argentina, but forced to leave her country in 1980 because of the military dictatorship – she has also witnessed that sometimes subliminal domestic violence, which is so common too in the rural environment of Argentina, suffered by the women in her family.
That sense of precariousness, displacement and inadequacy inevitably permeates all of her work. Childhood and adolescence are recurring themes too: the series of “strange little girls” (little girl deer, little girl wolf, little girl bear, little girl sheep) are hybridisations that can be traced back to the imaginative power of fables, reversing the symbolic value of the animal to translate an emotional state that also includes the fear, the force and the will to survive.

 

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Curatela
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Progettazione e allestimento
Arch. Dino Lorusso
Project Management
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Coordinamento tecnico
Ninni Castrovilli e
Lisabeth Ciavarella
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Segreteria organizzativa
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Cultural Manager
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