Vasco-Ascolini-Echoes

VASCO ASCOLINI. ECHOES

a cura di Luca Carnicelli

€ 45.00

Il catalogo della mostra “Echoes” dedicata a Vasco Ascolini, a cura di Luca Carnicelli, rappresenta un viaggio profondo e poetico attraverso le tematiche fondamentali dell’opera del celebre fotografo. L’intreccio tra mito, filosofia e arte crea una narrazione avvincente che esplora la complessità dell’esistenza umana.
Le fotografie di Ascolini si configurano come specchi dell’anima, riflettendo un gioco continuo tra luce e ombra, presenza e assenza. Il mito di Eco e Narciso di Ovidio, centrale in questa raccolta, diventa metafora visiva ed esistenziale. Narciso, perso nell’ammirazione del proprio riflesso, rappresenta l’ossessione per l’identità e la ricerca di sé, mentre Eco, condannata a ripetere le parole altrui, incarna il desiderio inappagato e la perdita della propria voce. Ascolini cattura questa dualità, trasformando ogni scatto in un dialogo silenzioso ma intenso tra l’essere e l’apparire.
L’opera di Ascolini dialoga con le riflessioni filosofiche di Heidegger, Sartre e Nietzsche, indagando temi quali la transitorietà dell’esistenza e la fragile bellezza delle sue forme. Heidegger, con il suo concetto di “esserci”, trova un’eco nella capacità di Ascolini di catturare l’essenza fugace del momento. Le fotografie diventano meditazioni visive sulla presenza, sul modo in cui l’essere si manifesta nel mondo, e come questo essere sia sempre già catapultato nel tempo e nello spazio.
Sartre, con la sua esplorazione della coscienza e dell’essere-per-sé, offre un altro strato di comprensione alle opere di Ascolini. Le immagini non sono semplici rappresentazioni, ma piuttosto rivelazioni dell’interiorità, che catturano il flusso della coscienza e la tensione tra l’essere e il nulla. La fotografia di Ascolini diventa quindi una forma di riflessione esistenziale, un modo per esplorare la natura della realtà e la percezione dell’io.
Nietzsche, con la sua filosofia del divenire e della volontà di potenza, risuona nell’energia vitale delle fotografie di Ascolini. La bellezza effimera, la metamorfosi emotiva e la lotta per l’affermazione di sé sono temi che si intrecciano in queste immagini, offrendo una visione dinamica e profonda della condizione umana.
Il catalogo della mostra “Echoes” diviene un’opera d’arte in sé, che invita i lettori a immergersi in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio. Ogni immagine è un invito alla contemplazione, un’esplorazione della memoria, dell’identità e del contrasto visivo. Le 55 fotografie vintage, stampate personalmente da Ascolini su carta baritata ai sali d’argento sono frammenti di un dialogo continuo tra il passato e il presente, tra il visibile e l’invisibile.
Attraverso “Echoes”, Ascolini ci conduce in un mondo di riflessi e sguardi, di silenzi eloquenti e presenze enigmatiche, catturando la transitorietà dell’esistenza umana e la bellezza fugace delle sue forme. Questo catalogo è un’opera imperdibile per chiunque desideri approfondire la conoscenza di un grande maestro della fotografia contemporanea e per coloro che cercano di comprendere le profonde connessioni tra arte, mito e filosofia.

Sabato 13 aprile sarà inaugurata “Echoes”, una straordinaria mostra monografica dedicata al fotografo italiano Vasco Ascolini, a cura di Luca Carnicelli.

Questa esposizione, ospitata nello spazio espositivo della Fondazione Negri a Brescia, dal 13 aprile al 22 giugno 2024, vuole rendere omaggio al maestro emiliano, fra i talenti più originali della fotografia del nostro paese, ripercorrendone la storia attraverso una summa e una selezione dei lavori più significativi dedicati al teatro e alla statuaria.

VASCO ASCOLINI
Uffizi
1986
stampa analogica ai sali d’argento ad opera dell’autore
cm 24 x 37
Milano, Fondazione Pasquale Battista

Vasco Ascolini è uno dei fotografi più importanti del secondo ‘900 italiano, la cui carriera, tuttavia, si è precipuamente svolta in un ambito internazionale. Dalla mostra al Lincoln Center di New York nel 1985, alle collaborazioni con il Musée Réattu di Arles, al Cavalierato delle Arti e delle Lettere della Repubblica di Francia nel 2000, il suo percorso ha forse mostrato maggior continuità all’estero che in patria, pur con eventi estremamente significativi quali le mostre ad Aosta e Ferrara curate da Ernst Gombrich e Aaron Scharf (1989), la grande retrospettiva a Reggio Emilia del 2008 e la recente mostra del 2023 al Museo Bagatti Valsecchi di Milano: “Visioni Metafisiche. Vasco Ascolini incontra Canova, Thorvaldsen e De Chirico”.

VASCO ASCOLINI
Paris – Louvre
2003
stampa analogica ai sali d’argento ad opera dell’autore
cm 37,8 x 25
Milano, Fondazione Pasquale Battista

La mostra intende offrire una visione quanto più completa dell’opera di questo grande artista, il quale, concentrandosi sull’artificio del teatro, della scultura e degli spazi architettonici, restituisce attraverso i suoi scatti un’umanità e un pathos rari da riscontrare, non soltanto in fotografia.

Il progetto conta su un numero di 55 fotografie tutte in edizione vintage su carta baritata ai sali d’argento, personalmente stampate da Vasco Ascolini e direttamente provenienti dalla collezione della Fondazione Pasquale Battista, in rappresentanza dei temi principali da lui affrontati nel corso della carriera.

VASCO ASCOLINI
Musée d’Orsay
1996
stampa analogica ai sali d’argento ad opera dell’autore
cm 23,7 x 33,3
Milano, Fondazione Pasquale Battista

Attraverso la mostra “Echoes”, i visitatori sono invitati ad immergersi in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, esplorando i temi del contrasto visuale, della metamorfosi emotiva, dell’evanescenza, della memoria e dell’identità. L’esposizione intende sottolineare la capacità unica di Ascolini di catturare la transitorietà dell’esistenza umana e la bellezza fugace delle sue forme, in un dialogo silenzioso ma eloquente con il mondo che lo circonda.

La mostra è presentata dalla Fondazione Negri e dalla Fondazione Pasquale Battista, con il fondamentale supporto del Gruppo Augusta Ratio S.p.A. Ad accompagnare l’evento un prestigioso catalogo edito da Fondazione Negri con contributi di Luca Carnicelli, Imen Jane e Massimo Mussini.

BIOGRAFIA VASCO ASCOLINI:

Nato nel 1937 a Reggio Emilia, Vasco Ascolini si afferma in Italia e all’estero nella seconda metà del Novecento sia per le sue fotografie a tema teatrale che per gli scatti dedicati ai reperti museali e architettonici del passato, a partire dagli anni Ottanta. Egli inizia la sua produzione fotografica nel 1965 e in breve tempo acquisisce un importante bagaglio tecnico anche grazie all’amicizia con Stanislao Farri. Dal 1973 al 1990 diventa fotografo ufficiale del Teatro Municipale “Romolo Valli” di Reggio Emilia, iniziando così una lunga carriera in Italia e soprattutto all’estero. Dagli anni Ottanta le sue opere vengono esposte in una serie di mostre internazionali: tra le più significative si ricordano la retrospettiva sul suo lavoro teatrale esposta nel 1985 al Lincoln Center di New York e l’esposizione di Aosta del 1989 dal titolo Vasco Ascolini. Aosta metafisica e altri luoghi, corredata dal testo critico di Ernst H. Gombrich, in quello che fu uno dei pochi scritti dello studioso dedicati alla fotografia, che di Ascolini disse “Come egli possa catturare la quiete e la solitudine di uno scenario carico di premonizioni rimarrà il suo segreto”.

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Vasco Ascolini. ECHOES

a cura di Luca Carnicelli

13.04.2024 / 22.06.2024

Spazio Fondazione Negri

Via Calatafimi 7, Brescia

www.spaziofondazionenegri.it

Orari d’apertura:

Martedì-Venerdì:     16.00-19.00

Sabato                      15.00-19.00

Costi del biglietto:

Ingresso gratuito

Info e prenotazioni:

T: 030.42020 | info@spaziofondazionenegri.it

Fondazione Negri

www.negri.it | www.spaziofondazionenegri.it | info@negri.it

Fondazione Pasquale Battista

www.fondazionepasqualebattista.it | info.milano@fondazionepasqualebattista.it

VASCO ASCOLINI
Kabuki – Onnagata
1981
stampa analogica ai sali d’argento ad opera dell’autore
cm 30,3 x 23,8
Milano, Fondazione Pasquale Battista
VASCO ASCOLINI
Teatro Kabuki – Onnagata
1981
stampa analogica ai sali d’argento ad opera dell’autore
cm 30,3 x 23,8
Milano, Fondazione Pasquale Battista